Rapa Nui: moai e tramonti sull'isola più remota
Rapa Nui: moai e tramonti sull'isola più remota è un itinerario che vale ogni miglio di oceano, ma solo se si arriva preparati alla distanza fisica e psicologica.
Giorno 1: arrivo a Hanga Roa. Il volo da Santiago dura circa cinque ore e mezza. Una volta atterrati, si prende un taxi per l'alloggio. Nel pomeriggio, una passeggiata lungo la costa verso il sito di Tahai, dove al tramonto i moai si stagliano contro il Pacifico. È il primo contatto con quell'atmosfera sospesa tra passato e presente. Cenare al mercato di Hanga Roa: empanadas di tonno e pesce alla griglia costano circa 15 euro a testa.
Giorno 2: noleggio auto (circa 70 euro al giorno) e partenza per la costa settentrionale. Meta principale: Anakena, la spiaggia di sabbia corallina con una piattaforma di moai restaurati. La mattina presto si trovano pochi visitatori. Poi salita al vulcano Rano Raraku, la cava dove venivano scolpiti i moai. Lasciatevi almeno tre ore per camminare tra le statue semi-interrate e il cratere. Nel pomeriggio sosta ad Ahu Tongariki, la fila di quindici moai più imponente. Il vento è costante e forte, consiglio di portare una giacca a vento anche d'estate.
Giorno 3: escursione a Orongo, il villaggio cerimoniale sul cratere Rano Kau. La vista sulla laguna e sull'oceano è spettacolare. Si possono osservare le case di pietra e i petroglifi legati al culto dell'uomo uccello. Mezza giornata basta. Il pomeriggio è dedicato a una camminata verso la costa meridionale per vedere Ahu Akivi, con i sette moai che guardano l'orizzonte. Una guida locale può spiegare il significato astronomico, ma anche da soli si coglie la suggestione.
Giorno 4: visita al Museo Anthropologico Padre Sebastián Englert. Piccolo ma ricco di reperti, chiarisce molti dubbi sulla civiltà Rapa Nui. Poi tempo per la spiaggia di Ovahe, meno frequentata di Anakena. Attenzione: non ci sono servizi, portate acqua e cibo. La sera, ultimo tramonto da Ahu Tahai, con il rumore del mare che accompagna la luce che cambia.
Budget complessivo: medio. Per una settimana spendo circa 2.500 euro a persona, tenendo conto del volo da Santiago (800/1.000 euro), dell'alloggio in guesthouse (60/80 euro a notte), del noleggio auto e dei pasti. Chi sceglie l'albergo di fascia alta o escursioni private supera facilmente i 4.000 euro. La versione economica si può fare con tenda e acquisti al supermercato, ma è scomoda e non consigliata.
Come arrivare e muoversi: l'unico aeroporto internazionale è Hanga Roa, con voli da Santiago del Cile (LAN Airlines) e, saltuariamente, da Lima. Sull'isola le strade sono asfaltate solo in parte. Bisogna noleggiare un'auto, meglio un fuoristrada per le strade sterrate. In alternativa, taxi a tariffa fissa, ma limitano gli spostamenti e costano. Le biciclette si noleggiano, ma il vento e le salite le rendono faticose.
Quanto tempo serve: minimo 5 giorni, meglio 7. Con meno si rischia di vedere solo i siti principali senza respirare l'atmosfera. Con più tempo si possono fare trekking come il sentiero costiero verso il vulcano Poike, che richiede un'intera giornata e una buona preparazione fisica.
Un aspetto negative: la grande quantità di turisti nei siti iconici, specialmente Rano Raraku e Tongariki, crea code e rumore. La sensazione di isolamento mitica viene meno. Inoltre tutto è costoso, dall'acqua al carburante. E il vento è implacabile, rendendo difficili le foto e le cene all'aperto.
Un consiglio specifico che non si trova sulle guide: visitate Ahu Akivi verso le dieci di mattina, quando i crocieristi sono ancora a colazione. I sette moai sono li quasi soli, e si può sedere sull'erba ad ascoltare il silenzio. Un altro: portatevi un taccuino e una penna per annotarvi le storie che vi raccontano i locali al mercato, non nelle brochure. Le aneddoti su come l'isola ha gestito la pandemia o i conflitti moderni svelano un'isola viva, non solo un fotogramma da cartolina.