Chiang Mai: templi e mercati notturni, l'autentico nord della Thailandia?
No, non è l'autentico nord della Thailandia, è una versione patinata e ben confezionata per chi cerca l'esotismo in fotografia. Chiang Mai ha perso la sua anima da anni, ma non è colpa dei turisti, è colpa di chi ha permesso che diventasse un parco a tema con i templi come attrazioni e i mercati come scenografie.
Budget: si vive con poco, ma non quanto dicono. Una camera doppia decente costa intorno ai trenta euro a notte, il cibo di strada è economico, ma le attrazioni hanno biglietti per stranieri che non hanno nulla da invidiare a Bangkok. Direi economico, ma solo se si evita la zona dentro le mura.
Arrivare: l'aeroporto internazionale è comodo, il treno notturno da Bangkok è un'esperienza che vale il tempo perso, ma serve pazienza. Per muoversi i songthaew rossi fanno il lavoro, anche se pretendono di essere taxi privati se non si sta attenti. Il noleggio di una moto è la soluzione migliore, ma il traffico è un caos e le assicurazioni non coprono i danni.
Servono tre o quattro giorni per i templi e i mercati. Per capire qualcosa del nord servono settimane. La delusione principale sono i mercati notturni: cloni uno dell'altro, con le stesse sciarpe, le stesse lampade, gli stessi souvenir prodotti in serie. L'unico posto che ha ancora un minimo di vita vera è il mercato di Warorot la mattina presto, dove la gente compra e vende senza posare per i turisti.
Il consiglio che manca dalle guide: il Wat Umong, un tempio nascosto e in parte abbandonato, con tunnel sotterranei e un silenzio che i templi famosi hanno dimenticato. Non è perfetto, ma almeno lì non si sente il rumore dei selfie stick. Ad agosto, con la pioggia, è ancora più bello, perché la folla si dirada e rimane solo la parte vera.