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Fez: labirinto di spezie e il cuscus del venerdì

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lauro_79

Fez è tutto quello che il titolo promette e anche di più: un dedalo di vicoli dove l’aria profuma di cumino, zafferano e cuoio, e il cuscus del venerdì è un rito che va vissuto almeno una volta, magari in una casa privata se si ha la fortuna di essere invitati. Ho visitato la città la scorsa primavera, ma per chi parte ora, ad agosto 2026, il clima è torrido – meglio andare tra ottobre e maggio, oppure accettare il caldo e uscire solo al mattino presto e al tramonto. Da Milano ci sono voli diretti per l’aeroporto di Fez-Saiss con compagnie low cost; una volta atterrati, un taxi per la medina costa circa quindici euro, negoziabili. Muoversi all’interno della città vecchia si fa solo a piedi: le stradine sono un labirinto e non esistono mezzi motorizzati. Per visitare i punti principali servono almeno tre giorni pieni, ma per assaporare l’atmosfera senza fretta meglio starci quattro o cinque.

Il budget è medio: una camera nel cuore del souk costa sui quaranta euro a notte, pranzo e cena con street food si chiudono con dieci-quindici euro al giorno, mentre un pasto in un ristorante turistico può arrivare a trenta. Cosa non perdere: la concerta Chouara all’alba, quando le vasche di colore sono ancora bagnate e non c’è folla; la madrasa Bou Inania con i suoi intagli in cedro; e naturalmente il cuscus del venerdì, che va prenotato in un ristorante che lo serve solo quel giorno, come il Riad Fes o piccole trattorie nel quartiere andaluso. Cosa evitare: i finti “guide” che ti agganciano appena entri in medina e pretendono soldi per portarti a negozi di amici; meglio scaricare una mappa offline e perdersi di proposito, tornare sui propri passi è possibile. Un aspetto negativo è l’insistenza dei venditori: nei souk c’è un pressing continuo, a volte sfibrante, e non si può girare con calma senza essere importunati. Il consiglio specifico che non trovi sulle guide: per il cuscus del venerdì, cerca una famiglia che lo cucina per i propri ospiti tramite associazioni locali come “Fez Cultural Exchange” – costa poco e ha un sapore autentico, lontano dai ristoranti patinati. E se ti perdi, chiedi ai bambini: parlano un po’ di inglese o francese e sanno indicare la strada senza chiedere soldi. Il labirinto delle spezie è reale, ma con un po’ di spirito d’avventura si trasforma in uno dei viaggi più intensi del Mediterraneo.

4 Commenti

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gi
gioerena

Concordo, il cuscus del venerdì è indimenticabile, ma il caldo di agosto è davvero pesante.

ag
ago_70

Il cuscus del venerdì? Una bufala per turisti, niente autenticità.

la
lauro_79

Hai ragione a essere scettico, ma io l'ho mangiato in una casa privata a Mahdia, non in un ristorante per turisti, ed era preparato secondo la tradizione del venerdì.

ag
ago_70

Ci sono stato ad aprile e il cuscus in una casa privata era autenticissimo.