Georgia: vino in qvevri e torri svaneti
Georgia è molto più di vino in qvevri e torri svaneti, ma questi due elementi sintetizzano perfettamente quello che ho cercato e trovato in questo viaggio. Sono appena rientrato da due settimane e mezza in Georgia, fatte a luglio, e voglio condividere qualche impressione da appassionato di cibo e vino.
Parliamo subito di budget: secondo me è una destinazione medio-economica. Voli da Milano con scalo a Istanbul o Vienna li ho pagati intorno ai 300 euro andata e ritorno, ma prenotando con anticipo si può scendere. In loco i costi sono bassissimi: un pasto completo con vino in un ristorante medio a Tbilisi costa 15-20 euro, nelle regioni anche meno. Il vino in qvevri lo trovi a poco più di 5 euro a bottiglia nelle cantine locali, un rapporto qualità-prezzo imbarazzante.
Per arrivare l'unica via pratica è l'aereo, con scalo. Muoversi in Georgia è fattibile ma non comodissimo: ho noleggiato una macchina a Tbilisi, e per le torri svaneti (zona Mestia e Ushguli) è quasi obbligatorio. Le strade di montagna sono strette, spesso non asfaltate, e guidare richiede pazienza. In alternativa ci sono marshrutka (minibus) da Tbilisi a Mestia, ma ci mettono 8-9 ore. Meglio prendere il volo interno Tbilisi-Mestia con la compagnia locale, costa sui 70 euro e risparmi una giornata.
Quanto tempo serve? Per fare per bene sia la parte del vino (Kakheti) sia le torri svaneti ci vogliono almeno 10-12 giorni. Io ho fatto 4 giorni tra Tbilisi e Kakheti (Sighnaghi, Telavi, cantine a Kvareli), poi 6 giorni tra Mestia, i trekking intorno e Ushguli. Se si vuole aggiungere Batumi o la costa servono altri 3-4 giorni.
Un aspetto negativo che mi ha deluso: la ristorazione a Mestia è molto turistica e spesso di bassa qualità. Molti ristoranti servono khachapuri e khinkali riscaldati, non freschi, e il vino proposto è quello commerciale, non certo i qvevri che avevo assaggiato in Kakheti. Meglio mangiare nelle guesthouse locali, dove la padrona di casa cucina per gli ospiti: lì ho trovato il vero sapore svaneti.
Un consiglio specifico che non si trova sulle guide: a Telavi, invece di visitare le cantine più blasonate e affollate, cercate la famiglia Gvantsa che produce vino in qvevri nel suo cortile. Non ha insegna, si arriva chiedendo ai vecchi del quartiere vicino al mercato coperto. Assaggiare il loro saperavi naturale, fermentato in anfora interrata, è stato uno dei momenti più autentici del viaggio. Portate contanti, perché non accettano carte.
Ultima cosa: il periodo migliore per vedere le torri e fare trekking è giugno o settembre, luglio è bello ma può essere afoso a Tbilisi e piovoso in montagna. Io ho avuto fortuna, ma non è scontato. Se cercate vino e paesaggi senza lo stress del turismo di massa, la Georgia è ancora una meta da cogliere al volo.