Eolie: tra miti, vulcani e acque cristalline
Le Eolie sono sette perle di fuoco e sale che emergono dal Tirreno, e ogni isola ha un carattere così diverso da sembrare un piccolo mondo a sé. La domanda del titolo merita una risposta secca: sì, sono splendide, ma vanno prese con la giusta aspettativa, perché non sono solo cartoline da sogno.
Il periodo migliore è maggio-giugno oppure settembre, quando il mare è caldo ma le spiagge non sono un formicaio. Ad agosto, come oggi, si soffre il caldo e la folla, soprattutto a Stromboli e a Lipari. Per arrivare si parte quasi sempre da Milazzo o da Palermo con le navi della Siremar o della Liberty Lines, e i traghetti sono l'unico modo per spostarsi tra le isole. Meglio prenotare i biglietti con largo anticipo, perché in piena stagione le corse si riempiono e i prezzi lievitano.
Il budget complessivo è medio-alto: si spende più del previsto per i trasporti e per la casa vacanze. Un pasto semplice in trattoria costa sui 25-30 euro, e una camera doppia modesta a Lipari in agosto può superare i 120 euro a notte. La spesa giornaliera pro capite, tra alloggio, traghetti e cibo, si aggira sui 130-150 euro, e chi è abituato alla Sicilia continentale resta sorpreso dai prezzi più cari.
In una settimana si vedono le isole principali: Lipari, Salina, Stromboli e Vulcano. Per Panarea e Filicudi servono almeno altri due o tre giorni. Non si può perdere la salita notturna a Stromboli per vedere il cratere che ruggisce, e la spiaggia di Pollara a Salina, con la scogliera a picco resa famosa da un film. A Vulcano vale la pena fare il bagno nelle acque termali, ma attenzione all'odore di zolfo che resta addosso per ore.
Il lato negativo? La gestione dei rifiuti e dei servizi è altalenante, e il mare non è sempre quel turchese da brochure: nei porti di Lipari e di Milazzo l'acqua è spesso sporca. Inoltre le spiagge libere sono poche e quelle attrezzate costano care. Un consiglio da insider: a Lipari, invece di prendere il bus affollato per Canneto, si cammina lungo la vecchia strada costiera a piedi, con vista sulle cave di pomice, e si arriva a una caletta dove nessun tour si ferma. Portare sempre scarpe da scoglio, perché i fondali sono di pietra lavica e i sandali da spiaggia non bastano.