Uzbekistan: Samarcanda è ancora la perla della via della seta?
Sì, Samarcanda è ancora la perla della via della seta, ma con qualche crepa che merita di essere vista con occhio critico. Ci sono stato ad agosto e il fascino delle cupole turchesi e dei minareti di Registān resta indiscutibile, soprattutto all'alba quando la luce bassa li accende senza filtro. Il budget è medio: volo Milano-Tashkent con Turkish Airlines (intorno ai 700 euro a/r in agosto), poi il treno Afrosiyob per Samarcanda costa circa 30 euro in classe economica e copre i 300 km in due ore. Per muoversi in città i taxi condivisi Yandex sono economicissimi (2-3 euro per tragitto), ma meglio camminare nel centro storico che è compatto. Per visitare bene bastano tre giorni pieni: uno per le madrase e la moschea di Bibi-Khanym, uno per Shah-i-Zinda e la necropoli, uno per il bazaar e Gur-e-Amir. L'aspetto negativo? La restaurassione eccessiva: alcune parti del Registān sembrano un set cinematografico, con mattoni nuovi di pacca e colori troppo saturi che appiattiscono l'autenticità. Un consiglio specifico che non trovi sulle guide: entra nel cortile laterale della madrasa di Ulugh Beg dopo le 18, quando la folla scompare e i locali allestiscono un tè clandestino con samsa fritta. Costa poco, sa de vero e senti ancora l'eco delle carovane. Per me, la perla resiste ma bisogna cercarla nei dettagli, non nelle cartoline.