Indonesia: Tana Toraja, il vero significato della morte
Il vero significato della morte lo capisci solo quando vedi con i tuoi occhi i funerali a Tana Toraja: non è un addio, ma una festa lunga mesi che tiene i defunti in casa come fossero ancora presenti. Ho pianificato questo itinerario per la prossima estate, dopo mesi di ricerche e qualche parere di gente che ci è stata davvero, non le solite cazzate da Instagram.
Giorno 1: Arrivo a Makassar, volo da Bari con scalo a Giakarta (budget medio-alto, circa 700-800 euro solo aereo). Dormi in hotel basic vicino all'aeroporto, il giorno dopo prendi il bus per Rantepao (8-10 ore, 10 euro). La strada è dissestata, preparati a sobbalzi e polvere.
Giorno 2-3: Esplorazione del villaggio di Kete Kesu e le tombe rupestri di Lemo. Non aspettarti cartelli in inglese: ti serve una guida locale trovata sul posto (30 euro al giorno) perché i sentieri non sono segnati. Il biglietto d'ingresso a Kete Kesu costa 5 euro, ma la delusione è che è diventato un set fotografico per turisti con i tipici "tau tau" (statue dei morti) spostati per fare foto migliori. La vera Toraja è nei villaggi più remoti come Bori'.
Giorno 4: Funerale a Palawa. Devi chiedere in giro quando c'è una cerimonia, non esistono date fisse. Porta un regalo simbolico (sigarette, betel) e stai in disparte. Il mio consiglio che non trovi sulle guide: evita i grandi funerali programmati per i tour, quelli veri sono improvvisati e molto più autentici.
Giorno 5-6: Escursione a piedi verso le tombe dei bebè a Kambira e le case tongkonan a Batutumonga. Il sentiero è faticoso (3 ore di salita) ma eviti i minivan dei pacchetti. Per spostarti meglio noleggiare una moto (10 euro al giorno) ma le strade sono sterrate e scivolose se piove.
Budget totale: economico/medio circa 50-60 euro al giorno tra vitto, alloggio semplice e guide. Servono almeno 6-7 giorni pieni per non correre. L'aspetto negativo: la commercializzazione ha rovinato alcuni siti simbolo, e la comunicazione è difficile se non parli un minimo di bahasa indonesia. Nessuna guida ufficiale ti dirà che il cibo è monotono (riso, pollo, maiale a ogni pasto) e che l'acqua del rubinetto non è potabile neppure bollita.