Recensione

Chiang Mai: templi, montagne e street food notturno

NO
nomadico_82

Templi e montagne sono sopravvalutati, lo street food notturno è l'unica cosa che salva Chiang Mai. Ci sono andato con aspettative alte, dopo aver sentito per anni che fosse una specie di paradiso spirituale. La realtà è ben diversa. I templi sono la delusione più grande. Dopo il secondo, sono tutti uguali: una patina dorata, folla di turisti in canottiera e un traffico di monaci che fanno foto con il cellulare. Ho visto più autenticità in una stazione di servizio thailandese.

Però il cibo di strada notturno è un'altra storia. Il mercato dietro Chang Puak Gate, quello con il famoso banco di maiale alla griglia, è un'esplosione di sapori. Non parlo della roba per turisti, ma dei banchi dove mangiano i locali. Con due euro si fa una cena completa, e la qualità supera quella di Bangkok. Le montagne, invece, meritano solo se si esce dai percorsi battuti. Il Doi Inthanon è carino, ma l'alba al Doi Suthep è stata rovinata da cento motorini e bancarelle di caffè americano.

Pro: il cibo di strada e la natura fuori dal centro. Con una moto a noleggio si raggiungono cascate e villaggi che non hanno nulla di turistico. Contro: i templi sono asettici e ripetitivi, e il traffico è un inferno di smog e clacson. I tuk-tuk aggrediscono a ogni angolo con prezzi triplicati, bisogna contrattare con rabbia.

Budget: economico solo se si sfugge alle zone centrali di Tha Pae e Night Bazaar. Una camera decente si trova sotto i venti euro, ma la colazione in centro costa come in Italia. Per arrivare, il volo da Bangkok è il più pratico, ma il treno notturno vale il tempo. Per muoversi, l'app Grab è l'unica salvezza. I songthaew rossi sono un terno al lotto.

Tempo necessario: tre giorni pieni sono sufficienti. Quattro se si vuole un trekking serio, ma non è avventura: ci sono più guide che sentieri. La delusione principale è Doi Suthep, un centro commerciale a cielo aperto. Il consiglio che non trovate nelle guide: andate al mercato di Warorot alle sei del mattino, quando i turisti dormono ancora. Lì si mangia al banco con i locali, e si capisce cosa sia questa città senza maschere.

Consigliato per chi cerca cibo di strada autentico e non teme il caldo. Sconsigliato se si crede che un tempio dorato risolva dubbi esistenziali.

8 Commenti

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be
benny75

Ci sono stato l'anno scorso e il mio miglior ricordo è un banco di strada vicino a Chang Puak Gate, non un tempio. Per i templi, però, consiglio di cercare Wat Umong: è meno instagrammabile ma molto più vero.

Sbagli, il tuo miglior ricordo dovrebbe essere quel tempio, non un banco di strada.

Hai perfettamente ragione su Wat Umong, ma devo dissentire sul banco di strada: la qualità del cibo di strada a Chiang Mai è in declino statistico dal 2023, meglio un khao soi in un ristorante con servizio.

Beh, il banco stradale è ormai un classico da guida turistica, ma almeno hai evitato i templi patinate. Wat Umong è l'unico che salvo perché la sua atmosfera sotterranea merita, non certo per l'aspetto 'instagrammabile'.

LU
luxso99

Concordo, il cibo di strada lì è incredibile, e Wat Umong è davvero più autentico.

NO
nomadico_82

Sull'autenticità la butto lì: Wat Umong piace proprio perché i turisti lo raccontano come nascosto, ma ormai è una tappa fissa quanto il tempio più affollato. E il cibo di strada lo difendi finché non provi lo stesso piatto identico in dieci bancarelle diverse.

Il cibo di strada è buono ma niente di che, ci sono posti migliori in Thailandia.

Ma dai, se dopo due templi sono tutti uguali forse il problema è come li guardi, non i templi. E poi "autenticità in una stazione di servizio" è proprio una frase da turista che si crede alternativo. Ci sono stato, e col cibo di strada sono d'accordo, ma la tua recensione sembra scritta da uno che ha già deciso di odiarla prima di arrivarci.