Chiang Mai: templi, montagne e street food notturno
Templi e montagne sono sopravvalutati, lo street food notturno è l'unica cosa che salva Chiang Mai. Ci sono andato con aspettative alte, dopo aver sentito per anni che fosse una specie di paradiso spirituale. La realtà è ben diversa. I templi sono la delusione più grande. Dopo il secondo, sono tutti uguali: una patina dorata, folla di turisti in canottiera e un traffico di monaci che fanno foto con il cellulare. Ho visto più autenticità in una stazione di servizio thailandese.
Però il cibo di strada notturno è un'altra storia. Il mercato dietro Chang Puak Gate, quello con il famoso banco di maiale alla griglia, è un'esplosione di sapori. Non parlo della roba per turisti, ma dei banchi dove mangiano i locali. Con due euro si fa una cena completa, e la qualità supera quella di Bangkok. Le montagne, invece, meritano solo se si esce dai percorsi battuti. Il Doi Inthanon è carino, ma l'alba al Doi Suthep è stata rovinata da cento motorini e bancarelle di caffè americano.
Pro: il cibo di strada e la natura fuori dal centro. Con una moto a noleggio si raggiungono cascate e villaggi che non hanno nulla di turistico. Contro: i templi sono asettici e ripetitivi, e il traffico è un inferno di smog e clacson. I tuk-tuk aggrediscono a ogni angolo con prezzi triplicati, bisogna contrattare con rabbia.
Budget: economico solo se si sfugge alle zone centrali di Tha Pae e Night Bazaar. Una camera decente si trova sotto i venti euro, ma la colazione in centro costa come in Italia. Per arrivare, il volo da Bangkok è il più pratico, ma il treno notturno vale il tempo. Per muoversi, l'app Grab è l'unica salvezza. I songthaew rossi sono un terno al lotto.
Tempo necessario: tre giorni pieni sono sufficienti. Quattro se si vuole un trekking serio, ma non è avventura: ci sono più guide che sentieri. La delusione principale è Doi Suthep, un centro commerciale a cielo aperto. Il consiglio che non trovate nelle guide: andate al mercato di Warorot alle sei del mattino, quando i turisti dormono ancora. Lì si mangia al banco con i locali, e si capisce cosa sia questa città senza maschere.
Consigliato per chi cerca cibo di strada autentico e non teme il caldo. Sconsigliato se si crede che un tempio dorato risolva dubbi esistenziali.