Isole Faroe: cascate, scogliere e pecore tra nebbia e oceano
Le Isole Faroe sono esattamente quello che promettono: cascate, scogliere e pecore, ma tra nebbia e oceano c'è molto di più, e non tutto è come te lo raccontano. Sto pianificando un itinerario per metà ottobre, autunno pieno, quando i colori virano al marrone e la luce dura poche ore. Non è il periodo più gettonato, eppure secondo me è il momento giusto per evitare la folla e vedere l'isola per quello che è: spietata e bellissima.
Giorno 1 arrivo a Vágar, volo da Bologna con scalo a Copenaghen, atterro nel primo pomeriggio. Ritiro l'auto a noleggio, una piccola suv perché le strade secondarie sono dissestate. Guido verso il mulino di Kirkja e la cascata di Múlafossur, ma con la nebbia fitta la cascata la senti prima di vederla. Pernotto in un guesthouse a Sørvágur, prezzo medio, 120 euro a notte.
Giorno 2 mi sposto verso Tórshavn. La capitale è carina, ma la delusione arriva subito: il centro storico, Tinganes, è un pugno di casette di legno con tetti d'erba, niente di epico. Il vero spettacolo è il mare che sbatte sulla costa, ma lo vedi da lontano. Dopo pranzo salgo sul monte Húsareyn, tre ore di camminata su sentieri fangosi. Il consiglio specifico che non trovi sulle guide: porta sempre un paio di calzini di ricambio nello zaino. La pioggia ti impregna gli scarponi e i piedi bagnati rovinano la giornata.
Giorno 3 dedico alle isole settentrionali. Traghetto da Klaksvík per Kalsoy, il tunnel è stretto e buio, solo un senso di marcia. Arrivo al faro di Kallur, ma la nebbia me lo nasconde per tre quarti del tempo. Quando si apre, lo spettacolo è crudele: scogliere a picco su un oceano che ribolle. Peccato che dopo un'ora torni la nebbia e non vedi un metro. Tornando indietro, i sentieri sono scivolosi, una scivolata e rischi di finire in acqua.
Giorno 4 vorrei Mykines, ma le barie partono solo con mare calmo. A ottobre è un terno al lotto. Rinuncio e vado a Gásadalur, cascata direttamente in mare. Il look è da cartolina, ma il vento è tale che non riesci a stare in piedi per scattare. Mi fermo a pranzo in un ristorante a Vágur, costo piatto di pesce 45 euro. Il cibo è buono, ma i prezzi sono folli. Meglio comprare al supermercato e prepararsi panini.
Giorno 5 girò per Eysturoy. Il lago di Sørvágsvatn con la cascata Bøsdalafossur è la vera delusione: in foto sembra sospeso, dal vivo è una pozza con un rivo d'acqua che cade in mare. Non vale la camminata di quattro ore sotto la pioggia. Preferisco la strada per Fuglafjørður, un villaggio deserto dove le pecore camminano in mezzo alla strada. Nessuna guida dice che a ottobre molte attrazioni sono chiuse, i centri visitatori hanno orari ridotti.
Budget complessivo: medio-alto. Voli andata e ritorno da Bologna circa 450 euro a testa, auto a noleggio 70 euro al giorno (carburante incluso), alloggi in b&b 100-150 a notte, pasti 50-80 euro al giorno se mangi fuori, meno se fai la spesa. Per una settimana servono almeno 2000 euro a persona, tenendo conto che le attività come gite in barca o escursioni guidate costano 100-150 euro a testa.
Tempo necessario: minimo 6 giorni, ma per vedere tutto con calma serve una settimana. Il bello è che le distanze sono brevi, da un'estremità all'altra in due ore di macchina. Il brutto: la meteorologia decide ogni spostamento. Il consiglio migliore: prenota tutto con cancellazione gratuita, perché a ottobre i voli per le isole interne vengono cancellati senza preavviso.