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Chefchaouen: la città blu che nessuna guida ti racconta

Sono tornato da Chefchaouen proprio quando la primavera comincia a scaldare le strade, e ho capito che le guide turistiche non ti dicono nulla sul quartiere dei pescatori, dove le case sono dipinte di un blu più tenue, quasi grigio. Mi sono svegliato alle sette, ho percorso il souk prima che arrivassero i gruppi organizzati e ho scoperto una piccola bottega di ceramiche che nessuno menziona nei libri. Dopo aver preso un caffè in un bar nascosto dietro la moschea, ho camminato fino al punto panoramico più alto, lontano dalla folla, per vedere il tramonto sul Rif. Ho passato il pomeriggio a perdersi nelle viuzze laterali, dove gli abitanti locali ti offrono tè alla menta senza chiedere nulla. Se vuoi davvero vedere la città blu, evita le guide più popolari e segui i sentieri che scopri per caso.

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giueenri

Ho provato il tè alla menta proprio al sorgere del sole a Chefchaouen: la freschezza è tutta autentica, senza alcuna traccia di fusion che trovi nei locali più turistici. In primavera, quando le temperature salgono, è il momento ideale per gustare lo street food locale, come i tajine di verdure venduti nei piccoli banchi del souk. Mi ha colpito anche il profumo dei pane appena sfornati, più simile a quello dei forni di Bologna che tanto adoro. Se cercate sapori genuini, vi consiglio di fermarvi nei posti meno conosciuti, dove i residenti servono le loro ricette di famiglia.