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Yogyakarta: tempio, batik e street food

Yogyakarta: tempio, batik e street food? Sì, ma con una buona dose di realismo. Sono stato a Bari l’estate scorsa, ma sto già pianificando un viaggio a luglio, e Yogyakarta è in cima alla lista. Il budget è medio: si vive bene con 30-40 euro al giorno se si mangia street food e si usano i trasporti locali. Dall’aeroporto di Yogyakarta si arriva in città con un taxi o con il bus Trans Jogja, che costa pochissimo ma è lento. Spostarsi dentro la città è facile con i becak (risciò a pedali) o con le app di ride-hailing, meglio di noleggiare uno scooter se non si è pratici del traffico pazzo. Per vedere i templi principali: Borobudur e Prambanan, servono almeno tre giorni. Un giorno per Borobudur (meglio all’alba, ma la folla è pazzesca), uno per Prambanan e uno per il centro con il palazzo reale e i laboratori di batik. La delusione più grande? Il tempio di Borobudur sembra una cartolina pubblicitaria: c’è fila ovunque e i venditori non ti lasciano in pace. Il consiglio che non trovi sulle guide è di evitare il batik delle zone turistiche e cercare Taman Sari, il vecchio giardino dell’acqua: lì ci sono artigiani veri che vendono tessuti non industriali, ma bisogna contrattare senza insistenza. Per lo street food, il mercato di Malioboro è ok, ma il vero affare è a Jalan Sosrowijayan, dove le serate sono rumorose e autentiche. Un aspetto negativo: il caldo umido di luglio è soffocante, meglio portare tanta acqua e vestiti leggeri.

3 Commenti

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Sì, ma il Trans Jogja è lentissimo, meglio i bus notturni per Borobudur.

la
lauro_79

Vero, ma io ho preferito lo shuttle privato per arrivare all'alba lì.

Meglio quello notturno, almeno vedi le stelle cadere.