Perù: Arequipa, canyon e monasteri coloniali
Perù: Arequipa, canyon e monasteri coloniali? Una destinazione che merita, ma con qualche riserva, se si arriva con le aspettative giuste da altre città coloniali come Cusco.
PRO: 1) I dintorni naturali sono spettacolari: il canyon del Colca, se ci si alza presto, regala il volo dei condori a distanza ravvicinata, e la valle circostante è un gioiello di terrazzamenti preincaici. 2) Il centro storico, dichiarato patrimonio Unesco, è costruito interamente in sillar, una pietra vulcanica bianca che alla luce del tramonto diventa dorata. La piazza d’Armi e i chiostri dei monasteri, specialmente Santa Catalina, sono tra gli esempi meglio conservati di architettura coloniale del continente.
CONTRO: 1) L’altitudine (2.335 m) non è trascurabile: si sente la mancanza di fiato già salendo le scale del chiostro. 2) La cucina locale è buona ma monotona dopo tre giorni: tutto ruota intorno al cuy (cavia arrosto), al rocoto relleno e ai ceviche, che qui non sono eccezionali come sulla costa.
Budget medio-alto per il Perù: una camera doppia in un hotel decente nel centro storico costa circa 50-70 dollari a notte, ma per i tour del canyon (Colca o Cotahuasi) bisogna mettere in conto almeno 200-300 dollari a persona per due giorni, trasporti e guide incluse. Si arriva con voli nazionali da Lima o Cusco, oppure in bus da Cusco (dodici ore, percorribili ma scomode). Per muoversi in città, i taxi collettivi costano poco e sono il sistema migliore, ma meglio concordare il prezzo prima di salire.
Per visitare il centro storico e Santa Catalina bastano due giorni interi; per il Colca servono minimo due giorni e una notte a Chivay, meglio tre se si vuole fare trekking. Una delusione: il Monastero di Santa Catalina è enorme e suggestivo, ma il flusso turistico in alta stagione (luglio è il mese più affollato) lo trasforma in una coda ininterrotta nelle celle e nei corridoi stretti.
Consiglio specifico che non si trova sulle guide: la sera, quando i turisti si sono ritirati, il bar del Monastero di Santa Catalina (che ha un ingresso separato, non serve il biglietto del tour diurno) serve un ottimo pisco sour in un cortile quasi deserto. È il momento migliore per assaporare l’atmosfera autentica di quel luogo.
Consigliato per chi ama l’architettura coloniale mescolata a paesaggi andini estremi, e non teme l’altitudine. Sconsigliato se si viaggia con bambini piccoli o problemi cardiaci, e se si cerca una metropoli vibrante: Arequipa è tranquilla, quasi sonnolenta nei pomeriggi.