Kanazawa: samurai, giardini e artigianato d'oro
Kanazawa: samurai, giardini e artigianato d'oro è una destinazione che merita almeno tre giorni pieni, anche se si può vedere l'essenziale in un weekend. Ho iniziato a pianificare il viaggio per fine agosto, quando il caldo inizia a calare e le folle estive diminuiscono, ma il clima resta piacevole per camminare nei giardini. L'ideale è visitarla a ottobre, tra foliage e festival di quartiere, oppure a marzo se si vuole prendere la fioritura dei ciliegi, anche se le temperature sono fresche. Per arrivare, il volo diretto passa per Tokyo o Osaka; da lì il treno Hokuriku Shinkansen da Tokyo a Kanazawa impiega due ore e mezza. Dall'aeroporto di Komatsu, invece, c'è un bus navetta che in cinquanta minuti porta al centro. Una volta lì, la città è compatta: si cammina, si noleggia la bicicletta o si prendono gli autobus con abbonamento giornaliero da otto euro. Il costo generale del soggiorno è medio: un ryokan con mezza pensione in autunno costa sui 150-200 euro a notte per due; gli ostelli e i business hotel partono da sessanta, mentre le cene semplici di ramen o katsu don si aggirano sui dieci-quindici euro. I biglietti combinati per i principali musei e giardini costano circa venti euro. Cosa non perdere: il Kenroku-en, uno dei tre giardini più belli del paese, ha bisogno di almeno due ore per essere assorbito con calma; il quartiere di Nagamachi conserva le case dei samurai con canali d'acqua e mura di fango – entrare gratuitamente nella residenza Nomura vale il biglietto. Obbligatoria la visita alla Fonte d'Oro, il padiglione rivestito d'oro del tempio Oyama, ma per vedere l'artigianato vero serve il laboratorio Kanazawa Yasue Gold Leaf, dove una foglia d'oro viene battuta a mano per mezz'ora. Cosa evitare: il mercato Ōmisaki nelle ore di punta del pranzo è un caos di turisti e code; meglio andare la mattina presto per mangiare il sushi locale senza stress. Un aspetto negativo è che molte zone della città vecchia, come il quartiere dei geisha (Higashi Chaya), sono diventate vetrine per negozi di souvenir: si perde l'atmosfera originale, e i prezzi per un tè matcha in una casa da tè storica sono triplicati rispetto a qualche anno fa. Un consiglio specifico che non si trova sulle guide: prenotare con largo anticipo il ristorante per un pranzo al Kaga Ryori (cucina tradizionale della regione) perché i posti sono pochi e i turisti giapponesi riempiono tutto; in alternativa, il bento della stazione, preparato con pesce del Mare del Giappone, è altrettanto autentico e si mangia sul treno o al parco. Per muoversi, il bus loop non è sempre puntuale: il noleggio bici è più efficiente. In totale, con un budget medio si spende sui 100-120 euro al giorno a persona per viitto, alloggio e ingressi.