Kanazawa: il Giappone autentico tra samurai e giardini
Kanazawa è probabilmente la risposta più vera a chi cerca il Giappone dei samurai senza voler fare la fila a Himeji. È una città che non urla, ma racconta. Il quartiere di Nagamachi, con i suoi muri in terra e i canali stretti, trasmette ancora una tensione da epoca feudale, soprattutto al mattino presto, quando le gru volano basse sul fiume Sai.
Il periodo migliore resta la primavera inoltrata o l'autunno. Ad agosto, come in questo momento, l'umidità è pesante e il cielo lattiginoso non rende giustizia ai colori dei giardini. Meglio pianificare per la fine di ottobre, quando le foglie degli aceri iniziano a incendiarsi.
Arrivare è semplice. Il Hokuriku Shinkansen da Tokyo impiega circa due ore e mezza; da Kyoto, il Thunderbird copre il tragitto in due ore. In città, il bus loop turistico è comodo ma pieno; le gambe funzionano meglio, il centro è compatto. Per il Kenroku-en, la camminata dalla stazione è una mezz'ora piacevole.
Il budget è medio-alto per gli standard giapponesi. Con una camera singola in business hotel, tre pasti semplici e i biglietti d'ingresso, si spende intorno ai 10.000 yen al giorno. I ryokan con cena inclusa fanno lievitare tutto, ma la cucina di Kanazawa merita un capitolo a parte.
Cosa non perdere: il Kenroku-en è ovviamente il cuore, ma la sorpresa vera è l'area di Higashi Chaya, le case da tè in legno scuro, dove il tempo sembra sospeso. Il mercato di Omicho è vitale, con banchi di pesce che sfidano quelli di Tsukiji. Il castello è una ricostruzione meno interessante di quanto si speri, ma il suo giardino adiacente, il Seisonkaku, è una chicca quasi vuota.
Il lato negativo: la città è diventata molto turistica. I fine settimana estivi sono un formicaio, con gruppi organizzati che bloccano i marciapiedi e ristoranti che prenotano solo in inglese. Il castello, appunto, delude se paragonato alle fotografie patinate.
Il consiglio che nessuna guida ufficiale scrive: il sentiero pedonale lungo il fiume Sai, appena oltre il tempio Dairyo-in, offre una prospettiva sull'acqua che i turisti non vedono mai. Ci si arriva alle sei del mattino, in silenzio, e il resto della città non esiste più. Due giorni bastano per il centro; un terzo giorno serve se si vuole raggiungere Shirakawa-go, ma è un'altra storia.