Saint Moritz: lusso alpino, autenticità o vetrina?
Saint Moritz è più vetrina che autenticità, un palcoscenico di lusso dove il paesaggio alpino fa da sfondo a un'esibizione di status più che a un'esperienza genuina. Ho trascorso qualche giorno ad agosto, e il budget è decisamente caro: hotel anche minimi partono da 500 euro a notte, una cena in un ristorante normale costa come un menu degustazione a Milano. Per arrivare, il modo più comodo è il treno da Milano a Tirano con il Bernina Express fino a St. Moritz, scenicissimo ma non economico (circa 100 euro solo andata in prima classe). Una volta lì, tutto è a portata di passeggiata o con gli autobus gratuiti dell'Engadina, ma il vero problema è l'atmosfera: ti senti osservato, giudicato dal peso della tua borsa più che dalla tua voglia di montagna. Per visitare, due giorni bastano: uno per il lago e il centro, l'altro per un'escursione ai laghi di Suvretta. L'aspetto negativo? La mancanza di calore umano. Tutto è perfetto, lucido, ma sterile. Il mio consiglio fuori dalle guide: salta i caffè del centro e vai al rifugio Lej da Staz, a venti minuti di sentiero dal paese. Lì il servizio è ancora semplice, il pane di segale buono e il costo della birra non ti fa rimpiangere di essere venuto fin qui.